PostHeaderIcon Promesse elettorali (2009-2014)

 

Avanti un altro

Cinque anni possono essere lunghissimi o passare in un attimo, dipende sempre da come si vivono.
Siamo arrivati alla fine del primo mandato della giunta Perri, le elezioni sono alle porte ma la campagna elettorale è cominciata da tempo. C'è stato un certo tira-e-molla del sindaco, indeciso se candidarsi per un secondo mandato o passare la mano. Alla fine, ecco la ricandidatura.
Casualmente decisa dopo l'arrivo di un paio di telefonate 'pesanti'.
Però, prima di pensare ai prossimi cinque anni, ci piace fare un resoconto degli anni passati, tanto per rinfrescare la memoria e fornire ulteriori spunti di riflessione ai nostri concittadini.
Per fare ciò abbiamo pensato di riprendere in mano il programma elettorale delle amministrative 2009. Ci siamo chiesti quanti dei punti programmatici sono stati affrontati, in che modo e con quali risultati. Di certo in questi cinque anni abbiamo sentito molte parole, a nostro parere spesso per coprire o distrarre dalla mancanza di azioni conseguenti. Questo mandato è stato caratterizzato da una continua litania di 'non dipende da noi, è una scelta/progetto/contratto/accordo/direttiva della passata amministrazione'. In effetti, la caratteristica principale della giunta Perri è stata l'assunzione della funzione di esecutore/prosecutore delle decisioni dei predecessori e questo spiega l'inettitudine manifestata dall'attuale opposizione. Con questo non si vuole dire che sia mancata una sorta di 'personalità', infatti gli amministratori hanno scelto con cura. Casualmente sempre progetti che favoriscono l'interesse del privato, costruttore, agricoltore o industriale non fa differenza. Avendo a disposizione qualche ghostwriter dalla penna sciolta, una certa disinvoltura nel parlare e la capacità di ascoltare solo ciò che si vuole sentire, non è difficile far passare certe scelte come atti di mecenatismo o come opere in favore della collettività.
Ma veniamo ai fatti.
In principio fu... il PGT. Infatti, a detta dell'allora vice sindaco Malvezzi, il PGT appena approvato dall'amministrazione uscente nel 2009 si rivelava...'non confacente all'idea di città di questa amministrazione'. Ottima premessa per chi dovrebbe lavorare per tutta la comunità e non solo per i propri elettori. I risultati non si sono fatti attendere, ecco quindi avviata la revisione generale del PGT per snellire le procedure e togliere quei lacci e lacciuoli che impediscono la ripresa e la crescita della città'. Per consentire un maggior 'snellimento' delle procedure si è usato un linguaggio incomprensibile per il cittadino, pieno zeppo di circonvoluzioni linguistiche inestricabili anche oltre il necessario 'linguaggio tecnico' del documento, così ermetico da obbligare il lettore ad interpretazioni soggettive e così aleatorio da permettere soluzioni opposte nello stesso contesto (la scelta dell’una o dell’altra dipende da chi interpreta). Ne risulta una variante che permette di tutto e di più, che sembra risparmiare solo il Duomo e il Torrazzo (ma anche qui, dipende da chi interpreta, come dimostra la recente demolizione di un caseggiato in via XI Febbraio). Il rispetto dell'architettura del centro storico è affidato alle capacità intellettive di chi rilascia i permessi.
Dal vecchio documento sono stati adottati una serie di interventi che si adattavano a pennello alla nuova idea di città. In un perfetto clima da larghe intese, in leggero anticipo sui tempi, ecco portati a termine o concretizzati una serie di interventi:
- la cittadella dello sport, progetto di un privato da realizzare su suolo pubblico, come da accordi presi tra il privato e l'assessore Soregaroli (giunta Corada);
-prosecuzione del PII 'Morbasco Sud', ovvero lo 'scambio di favori' (perfettamente legale) tra comune e privati che in cambio dell'edificabilità di un terreno cedono al pubblico una parte dello stesso;
- prosecuzione del percorso per l'approvazione del progetto 'Cremona city hub', già 'Parco tecnologico' secondo l'alfabeto soregaroliano;
Per meglio chiarire l'idea di città degli amministratori si aggiunge anche:
- vendita dell'area di via Sesto dietro all'Ipercoop, destinata prima a nuova scuola poi a magazzino per la protezione civile ed ora a spazio commerciale, riacquisito da Coop;
- approvazione delle varianti Incrociatello (ex parcheggio Piacenza) e SCAC;
- vendita di lotti edificabili in via Flaminia a PGT non ancora approvato, quindi di fatto agricoli ma con già la certezza dell'approvazione del nuovo strumento urbanistico.
Questa è solo la punta dell'iceberg, gli interventi macroscopici a cui si affiancano altri più defilati, tutti con un comune denominatore: un elenco di inutili colate di cemento. Con in più la presunta 'apertura verso i cittadini' come nel caso della variante 'Morbasco Sud' e 'City hub' dove i cittadini sono stati invitati a presentare osservazioni, suggerimenti e proposte relative ai due progetti citati, per poi essere bellamente ignorati. Ricordate il caso del fantomatico 'concorso di idee per la riqualificazione di piazza Stradivari'? Iniziativa partita dal nulla, arrivata a niente è costata comunque alla comunità diverse migliaia di euro. Per restare in tema di programmazione e gestione del territorio giova anche ricordare che nessuno strumento è stato adottato per limitare l'apertura di nuovi supermercati (ma si sa, non dipende da loro...) e si è 'bruciata' la possibilità di fare una rotonda a Porta Mosa consentendo l'edificazione filo strada di nuovi condomini. Tale opera avrebbe reso più sicuro il transito verso via Giordano. Insomma non mancano gli esempi che fanno capire come gli interventi edificatori (passati, presenti e progettati) siano scoordinati tra di loro e senza una visione d'insieme. Tra le vittime di questa incuria possiamo anche annoverare la zona di via Bissolati con tutto il complesso chiamato degli ex Monasteri, colpevolmente abbandonato al proprio destino dalla maggioranza come dall'opposizione malgrado ci fosse un progetto di recupero e riuso di tutto il comparto.

Passiamo ora ad un altro argomento spinoso, la viabilità e mobilità. Siamo sempre in attesa di vedere che fine ha fatto il PUM, Piano Urbano della Mobilità, per il quale è stata chiesta la collaborazione dei cittadini, singolarmente o tramite associazioni. I risultati della consultazione sono stati pubblicati sul sito web del Comune (ultimo aggiornamento della pagina: 27/12/2013), attendiamo di conoscere le sorti del PUM. Cominciamo con una delle prime azioni compiute dall'amministrazione Perri, l'apertura della ZTL al traffico privato a fasce orarie. C'erano voluti 20 anni per far 'digerire' una ZTL tutto sommato quasi simbolica ed ecco che in una settimana tutto viene smontato senza tenere conto di costi e benefici dell'operazione, solo per dare seguito ad una promessa elettorale fatta dal futuro sindaco ai commercianti del centro storico. Poi la 'soluzione' del problema del parcheggio interrato di piazza Marconi, risolto con la realizzazione di un numero di posti uguale se non inferiore a quello del vecchio parcheggio a raso, con in più una viabilità demenziale e un contratto capestro (concordato con il gestore – privato - ventennale dalla passata amministrazione e per niente migliorato da quella attuale) che ha portato alla cessione indiscriminata di posti auto al soggetto privato per compensare i mancati introiti e le lungaggini in fase di costruzione. Perché il parcheggio di piazza Marconi era un 'sogno' che partiva da lontano, sogno che si era scontrato almeno due volte con gli scavi di sondaggio i cui risultati sconsigliavano la realizzazione del parcheggio interrato. Ma si sa che la lingua è più veloce del cervello e gli interessi di parte più forti di quelli comuni, quindi ecco avviati i lavori, allora voluti da politici e commercianti, volontà rinnegata una volta cominciate le 'beghe' tra ditte appaltatrici e gli inevitabili problemi tecnici. A questo bel quadretto si possono aggiungere:
- via Dante e viale Trento Trieste nelle stesse condizioni del 2009 malgrado le criticità e le 'incompiute' del progetto originale... davvero non c'era possibilità di interventi o per paura (elettorale) la situazione è rimasta invariata? Ovviamente non si prende nemmeno in considerazione la riga gialla, ops!, corsia ciclabile unidirezionale in viale Trento Trieste perché i 'contentini' pre elettorali non valgono;
- rifacimento della pavimentazione di corso Matteotti e corso Vittorio Emanuele II con 'materiale di pregio', con la cifra utilizzata per questa (inutile) opera quanta manutenzione ordinaria di strade e marciapiedi si sarebbe potuta fare?
- la situazione delle ciclabili era e rimane disastrosa, a niente sono valsi i suggerimenti e le proposte arrivate da cittadini e associazioni. La pista ciclabile per Picenengo attende una conclusione dei lavori in compagnia di un cartello di cantiere sbiadito e le piste ciclabili del cavo Cerca e del Bosco ex Parmigiano sono solo ciclabili e non ciclopedonali. Si faranno lavori di adeguamento ma non era più sensato (ed economico) prevedere da subito il doppio utilizzo?
Tra i 'successi' si potrebbe essere tentati di includere il rinnovato bike sharing, peccato che per far posto alle postazioni del servizio (a pagamento) si tolgano rastrelliere per il posteggio delle bici, come recentemente in piazza Marconi, o si tolgano rastrelliere 'storiche', come in cortile Federico II dove le bici negli spazi appositi recano danno al decoro, le auto perennemente in sosta, no. Inoltre restano irrisolti i problemi di parcheggio bici in luoghi importanti come il teatro Ponchielli o anche l'ospedale, dove non si riesce a trovare uno straccio di fondo di bilancio per dare una copertura allo striminzito posteggio per le bici di chi si reca in ospedale. Per cancellare la ciclabile davanti al CUP invece è bastato solo un po' di demagogia (i posti auto per chi effettua terapie si potevano trovare anche nel parcheggio interno), così come per la cancellazione della corsia ciclabile di via Flaminia è bastato essere vicini di casa del sindaco.
Nemmeno la mobilità extraurbana ferroviaria è stata seguita con attenzione, malgrado le promesse è stata abbandonata al suo destino. Visto i continui tagli al trasporto ferroviario dedicato ai pendolari ci saremmo aspettati una levata di scudi compatta, cioè maggioranza e minoranza insieme, unite, a Roma, a presidiare l’ufficio di Mauro Moretti, mentre i parlamentari che dovrebbero rappresentare le istanze del nostro territorio bussano senza sosta alla sua porta fino a farsi sanguinare le dita. Peccato che come spesso succede alle chiacchiere non è seguita nessuna azione concreta per portare all'attenzione dei vertici delle Ferrovie e del Parlamento la sempre più disastrosa condizione dei pendolari e il sistematico smantellamento del trasporto ferroviario locale. Ben altra attenzione è rivolta invece al trasporto su gomma, come testimonia la martellante campagna sulla presunta strategicità di nuove strade, autostrade, tangenziali che sembrano più funzionali all'esistenza delle società che le progettano che alle necessità di una migliore mobilità e di collegamenti efficienti.
Verde pubblico e ambiente, altri argomenti sensibili.
Come prima cosa, stante l'attualità dell'argomento, c'è la raccolta differenziata, che dopo 5 anni è ancora al punto di prima, e il tira e molla sulla chiusura dell'inceneritore. In attesa di capire che possibilità di rielezione ci sarà tutti temporeggiano e cambiano idea ad ogni nuovo sondaggio.
Il problema dell'amianto in città non è stato affrontato, né c'è un minimo studio sulla futura destinazione (e bonifica) di grosse aree cittadine come l'area Tamoil.
I grandi temi dell'ecologia non sono minimamente stati toccati, solo ora, in coda al mandato e in odore di elezioni, l'amministrazione pare ricordarsi della loro esistenza ... e pure l'opposizione si è ben guardata dall'affrontare queste mine vaganti, non sia mai di dover prendere posizione!
Che dire poi dei parchi cittadini e parchi sovracomunali: sono tali solo sulla carta e ogni pretesto è buono per ridefinire il perimetro e rendere edificabile qualche francobollo di terreno in più. Anche il verde pubblico non gode di grande considerazione, adesso come in passato. Al momento abbiamo una serie interminabile di 'mozziconi' di albero sparsi per la città, si potrebbe pensare che finalmente ci si preoccupi dello stato di salute delle piante comunali, forse è solo un modo come un altro per procurare combustibile per l'inceneritore, ops!, centrale a biomasse legnose, la manutenzione è altra cosa. Anche qui l'incapacità di programmazione ha dato i suoi frutti ed ecco comparire gli 'sponsor del verde' ovvero la cessione a privati della manutenzione di parte del verde pubblico in cambio di spazi pubblicitari gratuiti per la durata di tre anni. Solo ora, il clima pre elettorale fa miracoli, si pensa di affidare a soggetti senza fini di lucro la cura di piccoli spazi verdi e si promettono orti per tutti (tranne che per i residenti del centro, per quelli bastano i bar e le infestanti fioriere).
Qui troviamo spunto per un ulteriore passo avanti nella nostra ricerca: partecipazione, dialogo tra cittadini e amministrazione, coesione e integrazione sociale.
Si parte dalla mancanza totale di dialogo tra il comune ed i vari enti cittadini, si (s)ragiona a compartimenti stagni; non è stata creata coesione ed integrazione sociale e anche i comitati di quartiere, potenziale prezioso strumento di dialogo ed integrazione, non sono stati usati bene. Si sono accorti della loro esistenza solo sotto elezioni, sono rimasti un contenitore vuoto, mandati avanti solo dalla buona volontà dei vari direttivi. Resta come un macigno, mai affrontato se non in termini 'caritatevoli', il problema dei distacchi delle utenze per morosità incolpevole, così come resta confusa l'idea di gestione del servizio idrico che ha il sindaco e irrisolti problemi come la gestione del ciclo dei rifiuti e del trasporto pubblico.
Ci sono poi altri temi non meno importanti di quelli fin qui elencati, come 'Cremona città dello sport anno 2013', passato quasi del tutto inosservato, o il 'saper fare liutario' dichiarato patrimonio immateriale dell'umanità da UNESCO che, fino ad ora, ha prodotto ben poco. L'unica conseguenza di questo riconoscimento pare essere il desiderio di tutta la città (o almeno questo è ciò che ci viene servito in tutte le salse) di trasformarsi in un enorme parco divertimenti a tema. In questo contesto c'è pure la realizzazione del Museo del violino, impropriamente collocato in Palazzo dell'Arte a seguito dell'intervento di un privato. Ma questa è un'altra storia e ne parleremo più avanti...
In conclusione l'impressione è che quello che i nostri amministratori hanno avuto in eredità sia stato 'smontato' e peggiorato. Non sono stati minimamente in grado di riformare l'ente per avvicinarlo alla vita vera dei cittadini, meno di 70mila in continua fuga da Cremona... L'intero comune di Cremona è più piccolo di un quartiere di Milano, Roma, Torino.... Ci sono nel mondo grattacieli dove vivono più persone che nella nostra città e questa amministrazione, facendo un parallelo forse un po' forzato, non è stata nemmeno in grado di svolgere la funzione di amministratore di condominio: più in generale sembra una città abbandonata a se stessa.
Stando a dichiarazioni riportate dai mezzi di comunicazione il sindaco considera i cinque anni del suo primo mandato una sorta di 'apprendistato'. Come a dire ' fino ad ora abbiamo scherzato, dateci fiducia per i prossimi cinque anni e vedrete che faremo sul serio'.
Peccato che molti componenti dell'attuale maggioranza fossero già in consiglio comunale nelle passate amministrazioni, quindi si presume avessero una vaga idea di come funzionano queste cose.
Peccato che intanto la città sia diventata sempre più brutta, gretta e sempre meno vivibile.
Anche noi le passate elezioni abbiamo scherzato, dateci una nuova scheda da compilare e faremo sul serio.